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La Regione Lazio decreta il fallimento nella gestione di tamponi e personale sanitario

Con gli ultimi decreti, la Regione Lazio dichiara apertamente di aver fallito: non è in grado di garantire tamponi molecolari per tutti e ora nega anche il sacrosanto diritto al riposo per gli infermieri. “Siamo al Paradosso!!” Tuona Stefano Barone, Segretario provinciale del sindacato degli infermieri NurSind Roma “La Regione Lazio non ha personale a sufficienza per tamponi e assistenza, così prende provvedimenti paradossali: blocco delle ferie per gli infermieri e tamponi rapidi per tutti. Il problema dello stato di emergenza, che ci portiamo dietro da oramai 2 anni, non si risolve con il blocco delle ferie ma con investimenti e soprattutto assunzione di personale. ”

Elogiati con le carte, mortificati nei fatti

Mentre nel Lazio il virus torna a correre, gli infermieri, che da due anni vengono elogiati con papiri e attestati, si ritrovano mortificati dalla cattiva gestione delle aziende sanitarie e della Regione Lazio. Addirittura ora la Regione impedisce agli infermieri la fruizione dei dovuti giorni di ferie e riposo, indispensabili per recuperare lo stress estremo cui sono soggetti e poter trascorrere qualche giorno con le proprie famiglie. “Ricordiamo alle ASL e ai dirigenti della Regione, che gli infermieri non sono macchine pertanto, senza gli adeguati riposi, c’è il rischio di una ulteriore riduzione del personale a causa del forte stress lavorativo. – afferma Barone, che prosegue: Ormai si lavora anche 17 ore al giorno, saltando i riposi e facendo straordinari programmati e questa negazione dei diritti degli infermieri è favorita dal silenzio di molti.”

A rischio pazienti e operatori sanitari

Numerosi sono gli studi internazionali che rivelano come la scarsa dotazione di infermieri, con conseguente aumento delle ore di lavoro, pongano a rischio la sicurezza dei pazienti ed influiscano negativamente sulla qualità delle cure oltre che sulla salute psico fisica dello stesso operatore. “Oggi nel Lazio abbiamo dotazioni organiche massacrate nei numeri – spiega il Segretario Provinciale Nursind Roma– questo è dovuto ad un blocco delle assunzioni che si protrae da anni, ma la vera follia è che tutto questo si poteva evitare assumendo in tempo utile personale infermieristico e socio sanitario a sufficienza, per far fronte alla quinta ondata. Il piano assunzionale triennale, distribuito dalle Aziende /Asl alle organizzazioni sindacali, è assolutamente insufficiente nei numeri e nella distribuzione delle figure previste.”

NurSind sempre a sostegno degli infermieri

A sostegno degli infermieri, NurSind ricorda che i provvedimenti, come la revoca delle ferie e gli ordini di servizio, vanno messi per iscritto dal datore di lavoro e possono quindi essere valutati dai legali del sindacato. Difatti c’è una graduatoria ancora attiva, da dove poter attingere il personale, che è quella del concorso dell’Ospedale Sant’Andrea. “Certamente dedicarsi alle assunzioni risulta, per gli amministratori, molto più impegnativo che disporre il blocco delle ferie, – afferma Stefano Barone – ma questa inerzia non può pesare sulle spalle degli infermieri che lavorano quotidianamente in prima linea per arginare questo maledetto virus.”