Comunicati Provinciali

Dopo il cluster al Sant’Eugenio si teme per gli infermieri: sono ancora protetti dal vaccino?

By Settembre 17, 2021 No Comments

Un focolaio Covid si è recentemente sviluppato al Sant’Eugenio di Roma, all’interno delle aree di degenza Medicina, Geriatria e Nefrologia. Tra i contagiati risultano anche operatori sanitari, tutti vaccinati con doppia dose. Il sindacato degli infermieri ha espresso quindi preoccupazione per la loro salute. Su questo Stefano Barone, Dirigente Nazionale Nursind, è stato oggi intervistato da Stefano Molinari, in diretta su RadioRadio.

Il vaccino è ancora efficace?

Ricordiamo che gli operatori sanitari sono stati i primi ad essere vaccinati, – spiega Barone – è ragionevole dunque chiederci se sono ancora protetti. La nostra preoccupazione, come Nursind, è che il personale che si è sottoposto a vaccinazione otto mesi fa, oggi non è controllato: non se ne conosce la carica anticorpale nè vengono offerti tamponi gratuiti agli infermieri.”

Un’infermiera lancia l’allarme su Twitter

Molinari ha mostrato in diretta il tweet di un’infermiera del Sant’Eugenio che diceva: “I miei colleghi vaccinati sono tutti positivi”. l’infermiera Barone ha spiegato che il vaccino ha fatto il suo ruolo, difatti nessun collega ha avuto bisogno di ricovero, tuttavia “quello che a noi preoccupa, e che stiamo chiedendo a tutte le amministrazioni delle aziende sanitarie di Roma, spiega – è che occorre monitorare il personale sanitario, attraverso esami sierologici, per valutare la carica anticorpale.

Per gli infermieri chiediamo il dosaggio degli anticorpi

Molinari incalza Barone proponendo di fare continui tamponi agli infermieri perché l’infermiere infetto può contagiare i pazienti. Ma il Dirigente risponde che i tamponi sono consigliati in caso di sintomatologia. Noi abbiamo chiesto invece di rilevare la carica anticorpale del personale, spiega- ma gran parte delle amministrazioni di Roma si mostra latitante e non risponde alle nostre richieste. Oltretutto i nostri referenti locali ci informano che, per sottoporsi a tampone, gli infermieri sono costretti a fare file interminabili ai drive-in.”